IL FENOMENO DEI LIBRI A META'

di Matteo B. Bianchi | tutti gli articoli dell'autore
Io sono un cosiddetto "lettore forte". Leggo decine di libri l'anno (di norma supero i cento) e dei generi più diversi. Leggo in italiano e in inglese e mi rammarico di non conoscere bene altre lingue perché una delle mie massime frustrazioni è entrare in una libreria all'estero e sapere che quella vasta e allettante esposizione di storie mi è preclusa.
Ho un atteggiamento molto liberale nei confronti della lettura. So che ci sono persone che si sentono moralmente obbligate a finire un libro una volta iniziato e altre che non hanno alcuna remora a mollare un testo anche a pochi capitoli dalla fine se ne sono annoiati. Io non appartengo a nessuna di queste categorie. In genere mi bastano davvero poche pagine, a volte poche righe, per capire se un libro mi interessa. Lo stile è un forte discrimine e ormai conosco troppo bene i miei gusti. Così come sono pronto ad affrontare con coraggio testi che si presentano ostici e impegnativi se solleticano comunque la mia curiosità.
Ogni tanto però mi capita uno strano fenomeno, del quale non riesco a darmi ragione. Mi succede di impantanarmi nelle letture, per vari motivi (impegni, distrazioni, l'umore sbagliato). Mi rendo conto che faccio troppa fatica a proseguire un certo libro e quindi lo abbandono. Ma attenzione: non si tratta di rinunce, solo di uno stallo temporaneo. Sugli scaffali della mia libreria ci sono diversi volumi nello status di "letti a metà".
Poi, non so come spiegarlo, davvero non riesco, ma viene il giorno in cui, all'improvviso, mi torna voglia di riprendere una determinata storia. E la cosa davvero bizzarra è che lo stesso testo che un tempo avevo trovato difficile da proseguire, ora torna a essere scorrevole e appassionante, bastano un paio d'ore per finirlo. E' come se, dopo tanto oblio, finalmente arrivasse "il suo momento". Forse è dovuto al mio stato d'animo, forse alla stagione, forse allo stadio della vita che sto attraversando, ripeto, non ho idea: fatto sta che quel romanzo negletto, quella biografia strascicata, quell'antologia interrotta, diventano la lettura giusta che prima non sono mai stati.
Però mi chiedo: succederà anche ad altri lettori o sono un caso isolato?
14 settembre 2011